Noto ed il cinema: ecco la “filmografia netina”

Noto è stata il set di diversi film, alcuni realizzati dai più grandi maestri del cinema mondiale: Roberto Rossellini, che vi ha girato alcune parti di Viva l’Italia; Vittorio De Sica, che ha girato a Noto il suo ultimo film Il viaggio, con Richard Burton e Sophia Loren; Michelangelo Antonioni, che oltre ad avervi ambientato parte de L’avventura, ha dedicato a Noto le prime due parti del documentario “Noto, Mandorli, Vulcano, Stromboli, Carnevale”, realizzato per il padiglione italiano dell’Expò di Siviglia svoltosi nel 1992. Oltre a questi maestri hanno lavorato a Noto altri grandi registi come Luigi Zampa, Luigi Comencini, Franco Zeffirelli, Lina Wertmüller e Giuseppe Tornatore. Di seguito è riportato un elenco di film girati a Noto:

  • Anni facili, di Luigi Zampa (1953).
  • Cavalleria rusticana di Carmine Gallone (1953).
  • Viva l’Italia!, di Roberto Rossellini (1960).
  • L’avventura, di Michelangelo Antonioni (1960).
  • Assicurasi vergine, di Giorgio Bianchi (1967).
  • Meglio vedova, di Duccio Tessari (1968).
  • Tony Arzenta, di Duccio Tessari (1973), con Alain Delon.
  • Il viaggio di Vittorio De Sica (1974).
  • Mio Dio come sono caduta in basso di Luigi Comencini (1974).
  • Garofano rosso, di Luigi Faccini (1976).
  • Donna d’onore, di Stuart Margolin (1990).
  • Il ladro di bambini, di Gianni Amelio (1992).
  • Arriva la bufera di Daniele Luchetti (1993).
  • Storia di una capinera di Franco Zeffirelli (1993).
  • L’uomo delle stelle di Giuseppe Tornatore (1995).
  • Malèna di Giuseppe Tornatore (2000).
  • Gli astronomi di Diego Ronsisvalle (2003).

La particolare propensione di Noto a costituire la scenografia di rappresentazioni artistiche come i film ma non solo, è stata rilevata anche da Leonardo Sciascia, il quale riteneva che Noto fosse «lo scenario ideale alla commedia». Sosteneva infatti Sciascia:

« La barocca Noto risorta dalle rovine è scenario ideale alla commedia. E in questa suggestione, vagando per le strade di Noto nel mattino che dilaga d’araldico azzurro e d’oro, pensiamo sia stata proprio una grande occasione mancata che una città come questa, e nel Settecento, non abbia avuto il suo Goldoni magari più corposo e sanguigno, più traboccante di comicità e di erotismo; e con grevi rovesci di malinconia. Goldoni non poteva nascere che a Venezia… Ma Brancati è nato a pochi chilometri da Noto, aveva nel sangue la commedia di cui la nostra fantasia si accende camminando per queste strade; la sua commedia, il suo Settecento. Dalle rovine del terremoto è sorta questa bellissima città da commedia. Sarà nostro difetto o stortura: ma di una città, al primo incontro, l’essenza ci si configura sotto la specie del genere letterario. Le città che fanno romanzo. le città che assumono tragedia. Le città da commedia – come Noto. E questa città da commedia, così splendida e musicale, la dobbiamo a un terremoto. »

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